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giovedì 8 gennaio 2015

Nebbia - Miguel de Unamuno

Consigliato da un caro amico, apro con qualche titubanza questo libro, di cui non so nulla. Scopro che il mio modo di procedere nello scrivere, che ritenevo originale o quanto meno molto personale, era già stato inventato, teorizzato ed utilizzato da Unamuno oltre cento anni fa per la sua opera Nebbia. Con esiti ai quali io non provo nemmeno ad allacciare i sandali.
È confortante è avvilente insieme.
L'opera si svolge attraverso i monologhi e i dialoghi del protagonista e degli altri strambi personaggi, ognuno con la sua personale visione della vita, dell'amore e del matrimonio.
Geniale è far scrivere il prologo del romanzo ad un personaggio e ancor più geniale e dirompente è far parlare il protagonista con l'autore, al quale chiede un'opinione sui suoi propositi suicidi.
Anche il lettore viene chiamato in causa, perché può conferire un senso del tutto personale all'opera. Un ribaltamento di ruoli, una rottura degli schemi che stava sperimentando contemporaneamente anche il nostro Pirandello.

Per un primo approccio vi rimando qui e alle pagine di prefazione e postfazione inserite nel libro.

Un consiglio che scioccamente non ho seguito: leggete la prefazione dopo il romanzo!