L'amico Emilio continua a suggerirmi
ottimi strani romanzi. In questo caso parliamo del capolavoro che
Mary Shelley scrisse all'eà di 19 anni (e qui sento pungolar
l'invidia per la precocità dell'autrice). Un'opera che naturalmente
è molto lontana dagli standard horror cui siamo oggi abituati, ma
che già duecento anni fa (fu pubblicato per la prima volta nel 1817)
precorreva alcune tematiche ancora oggi vivissime, come i limiti
della scienza, la lotta tra bene e male e soprattutto le cause del
male.
I particolari prettamente splatter vengono solo accennati dall'autrice, che si limita ad evocarli con descrizioni brevi, ma che indubbiamente al pubblico dell'epoca dovettero suscitare non poco ribrezzo.
Devo dire che l'ho letto volentieri. Ho esplorato le origini di un mito, che come sempre accade è stato distorto e modificato, ma che per la sua forza e incisività ha mantenuto quasi sempre intatta la sua forza.
Il dottor Frankenstein novello Prometeo tenta di creare la vita, credendosi quasi un dio, ma poi odierà e verrà odiato dalla sua stessa creatura.
Cero che l'Ottocento doveva essere un secolo assai strano in cui vivere...
I particolari prettamente splatter vengono solo accennati dall'autrice, che si limita ad evocarli con descrizioni brevi, ma che indubbiamente al pubblico dell'epoca dovettero suscitare non poco ribrezzo.
Devo dire che l'ho letto volentieri. Ho esplorato le origini di un mito, che come sempre accade è stato distorto e modificato, ma che per la sua forza e incisività ha mantenuto quasi sempre intatta la sua forza.
Il dottor Frankenstein novello Prometeo tenta di creare la vita, credendosi quasi un dio, ma poi odierà e verrà odiato dalla sua stessa creatura.
Cero che l'Ottocento doveva essere un secolo assai strano in cui vivere...
