Nonostante l'apparente facezia del titolo, il romanzo va ad esplorare un tema forte, cioè cosa sia veramente l'umanità, cosa definisca una persona e quali siano le reali differenze tra chi è Uomo e chi non lo è, il replicante, cioè l'androide.
Il protagonista dapprima immune a questa domanda, scivola nel gorgo del dubbio, dal quale non riesce a uscire.
Sembra che l'unica differenza tra le due specie sia la capacità di provare empatia. Ma chi ci dice che il modello successivo di macchina non sarà in grado di provarla e quindi possa esistere alla pari della razza umana?
Da leggere cercando di non pensare alla sua trasposizione cinematografica, Blade Runner, che pur derivando dal romanzo trovo molto più efficace nei temi e nelle atmosfere.

