giovedì 17 marzo 2016

Le ultime diciotto ore di Gesù - Corrado Augias

Mi sono approcciato al libro di Augias con l'atteggiamento scettico verso le religioni che ho sviluppato ormai da anni. Pensavo di trovare un'aspra critica del cristianesimo o dell'ebraismo, ma mi sono trovato davanti una sorta di strano romanzo. Come dice il titolo l'azione si concentra nell'ulrimo giorno di vita di Joashua al-Nazri, ma parla anche di come a quel giorno egli sia arrivato.
Inoltre è estremamente interessante vedere muoversi intorno a Gesù tutta una serie di personaggi con i loro pensieri privati, le loro ambizioni, paure e scelte, che hanno avuto la ricaduta sulla Storia che noi conosciamo, ma che naturalmente non potevano essere da loro valutate appieno.
Mi riprometto di acquistare anche altri libri dell'autore, perchè come lui sono affascinato dalla religione. Pur mantenendo un deciso distacco!

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Citazioni
Anche perché qualunque storia è almeno in parte una bugia.

Se qualcuno pensa che con metodi del genere si possa tenere abrada una provincia irrequieta, sbaglia. Con questi metodi si riesce a reprimere una manifestazione, però si pongono anche le premesse per ulteriori e peggiori guai, si alimentano le fazioni o più estreme, si danno argomenti a chi invoca un inasprimento dello scontro.

Gli uccelli della notte hanno incominciato i loro richiami cupi e sommessi, tutto va riempiendosi di ombre.

In un antichissimo libro, pregno di una misteriosa saggezza, da loro chiamato khoeleth, ovvero il predicatore, aveva letto parole terribili che dicevano: "Il destino degli uomini è quello delle bestie è identico: come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità.tutti sono diretti verso un'uguale dimora: tutto viene dalla polvere, tutto ritorna alla polvere.

Anche la sapienza è vanità diceva l'anonimo autore del testo; anche la sapienza e come "inseguire il vento"' chi accresce il sapere, accresce il dolore.

Vero che una maggior sapienza di rado porta una più grande serenità, ma vero altresì che una ragionevole saggezza può aiutare a vivere con dignità, senza l'aiuto degli dei, contando sulla propria retta coscienza.

Per me io penso piuttosto a una possibile prosecuzione delle idee, degli affetti, alla vita e alla memoria dei figli e dei nipoti. Nessuno è mai davvero morto [...] fino a quando qualcuno serba il suo ricordo.

Si può mentire con tutti, anche con un amico, ma non con se stessi. Scrivere è come svolgere un dialogo interiore, è necessaria la più assoluta trasparenza.

Da loro [i maestri epicurei] ha imparato ad apprezzare la serena bellezza del mondo, anon temere gli dei preferendogli un amore profondo per la natura dove uomini, donne, animali, piante, pietre fanno parte di un tutto che non ha confini né scopo per cui la vita va vissuta con gratitudine, finché c'è, senza temere la morte.

Non si può troppo contare sulle religioni per incivilire il cuore degli uomini.

Il teatro non obbedisce agli ordini.

Sono materia scivolosa i sogni - aggiunge - vanno maneggiati con cautela.

Quando si fa politica il primo bene da salvaguardare è il controllo.

Un mestatore uscito dalla feccia del popolo che sobilla schiavi e prostitute rompe l'ordine su cui riposa ogni società.

[Joshua] È diventato un rabbino sapiente, un profeta, un uomo molto amato e molto odiato, come tutti coloro che portano novità è infrangono l'inerzia della consuetudine.

Da che cosa si vede che un personaggio è il protagonista della storia? […] L'autore prova un certo ritegno a dilungarsi su di lui, ne teme l'alteza dello sguardo. l'insondabilità del pensiero.

Grida la necessità del perdono e dell'amore che deve spingersi fino al limite inaudito di amare i propri nemici. Questo vuol dire scacciare la bestia che si nasconde nel cuore di ognuno.

Il destino non è un fato ineluttabile. È saper leggere dentro di sè, riconoscersi.

Non voglio una fede che si limiti ai riti della …] Le strutture religiose diventano spesso uguali alle istituzioni politiche, creano gerarhìchie, poteri, interessi, circola denaro, si mercanteggiano favori, si parla e si scrive troppo.

La vita non vale per quanto è lunga ma per come viene vissuta.

È la morte che da valore alla vita, la rende nobile, consapevole.

Com'è preferibile, pensa,sogiacere alle leggi immutabili della natura invece che alla capricciosa volontà degli dèi.

Il segreto dell'esistenza umana non sta solo nel vivere, ma in ciò per cui si vive.

Non esistono società fondate sull'amore. molti non sanno che farsene della libertà, anzi la temono.

Lo sanno tutti che chi esercita il potere non può avere le mani pulite.

Perchè non si dovrebbe considerare una vita come un risultato completo in sé, il cui solo valore sta nell'arte di averla saputa vivere?

Basta la saggezza da sola a cambiare il mondo? La ragione ha bisogno di qualche grano di follia per poter davvero funzionare.


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